Le innumerevoli colpe delle donne

Bambole Spettinate Diavole del Focolare

Neanche un mese fa i giornali di gossip hanno fatto festa con il presunto tradimento di Brad Pitt ai danni della moglie, Angelina Jolie. Orde di gossippari si sono lasciati andare con gare di : “Se lo merita!“; “Così impara a rubare il marito alle altre!“; “Ridateci il cane dei marò“.

Johnny-Depp-e-Amber-Heard1A seguire, in questi giorni, con rinnovata gioia dei giornali affamati di click, arriva un’altra lieta novella: Amber Heard chiede il divorzio a Johnny Depp poiché, durante i 15 mesi di matrimonio, è stata vittima di violenza domestica. Ed ecco ripartire la solita gara di: “se l’è cercata! Ecco cosa accade a mettersi con uno molto più grande”; “In realtà non è vero nulla, è tutta una tattica per rubargli i soldi!”; “Se ne accorge dopo 15 mesi che il marito è violento?!”; “E’ tutta colpa delle…

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#FertilityDay: non solo sbagliato, ma controproducente

femministerie

Cartolina-10di Giorgia Serughetti

A livello mondiale si moltiplicano gli allarmi per la crescita sostenuta della popolazione, in un contesto in cui il pianeta, anche a causa del cambiamento climatico, va esaurendo le risorse naturali. In Italia invece da anni l’allarme è per la vertiginosa diminuzione delle nascite, che con un andamento stabilmente decrescente ha portato nel 2014 al minimo di 1,29 figli per donna, fatti in età sempre più tarda. Si può discutere se la tendenza italiana sia necessariamente da invertire, in un’ottica non ristretta al nostro paese ma aperta alle dinamiche di movimenti globali delle popolazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Al tempo stesso, certo, trovo anche sacrosanto portare avanti una riflessione che identifichi i fattori critici che spingono alla bassa natalità, e provi a porvi rimedio, specialmente quando diventa chiaro che dietro i dati ci sono le difficoltà delle donne che, forse, dei figli li…

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Siamo tutte con Marisa #Nonsonoiltuonore #Eadessosparami

«Era ormai da anni che non andavamo d’accordo — racconta Marisa nel suo letto in ospedale—. Neanche ci salutavamo più. A lui dava fastidio ogni cosa che facevo… Se mi truccavo o andavo in giro con la minigonna, se fumavo o mi fermavo in paese a parlare con uomini più grandi. Chissà cosa gli raccontavano di me i suoi amici».

Queste le parole di una ragazza di soli 21 anni riportate dal Corriere della Sera. Accade nel 2016, precisamente a Nicotera, un paese della Calabria.

La ragazza si chiama Marisa Putortì ed è l’ennesima vittima di una cultura dura a morire in Italia, soprattutto nelle piccole aree del Mezzogiorno.

Gambizzata da suo fratello perché troppo libera. Ma in realtà non significa essere libere poter indossare la minigonna, fumare o fermarsi a parlare con uomini in piazza. Sono cose normalissime e dovrebbe essere così in un paese occidentale, specie se lo…

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#ManiInTasca: una nuova campagna di sensibilizzazione

Bambole Spettinate Diavole del Focolare

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Silvia Santilli e Federica Troiani, volontarie del Servizio Civile Nazionale, per conto dell’Associazione Musikologiamo, in collaborazione con la fotografa Francesca Maria Tiberti, lanciano la campagna #ManiInTasca. Il progetto, patrocinato dallo sportello antiviolenza “Il nido di Ana”, dal Comune e dalla Provincia di Rieti, consiste in un servizio fotografico, nel quale sono stati coinvolti i giocatori della NPC Rieti, entusiasti dell’iniziativa, e delle ragazze, intente a lanciare un messaggio forte e di grande positività.

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In Italia la violenza sulle donne viene ancora giustificata

Pubblicato su Blastingnews

In piena Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne un uomo ha ucciso la moglie perché non voleva che lei lavorasse. Un colpo di fucile per stabilire una volta per tutte l’autorità maschile su di lei, è quello che accade spesso in Italia, negli ultimi anni ogni due giorni.

Raffaella Presta era una donna e mamma di 40 anni. La descrivono come una donna riservata. Dall’altra parte c’è suo marito, un uomo geloso che non accettava il suo brillante lavoro di avvocato penalista. Tutti sapevano che lui la picchiava, ma lei malgrado avesse esperienza in materia per il lavoro che svolgeva non lo aveva mai denunciato.

Secondo un’indagine condotta da ISTAT nel 2006, le donne vittime di violenza domestica erano 3 milioni (  7 milioni  contando anche altre forme di abuso) e i motivi principali che spingono le donne a non denunciare gli abusi domestici sono…

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