9 novembre 2016: Angela Doppiu bruciata viva dal marito

Una 64enne, Angela Doppiu, è stata uccisa dal marito.

L’uomo l’ha picchiata e poi le ha dato fuoco con la benzina, tutto questo nel cortile della loro casa. È successo a Sassari.

La donna aveva chiesto la separazione e lui le aveva detto: «O con me o con nessun altro, meglio morta».

(Fonte: Corriere della Sera)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

 

Il sessismo di Donald Trump

il ricciocorno schiattoso

kotiomkinPer chi non lo sapesse, Melania (Trump) è l’ultima moglie del neo presidente degli Stati Uniti.

Di lei sappiamo poco, visto che, dopo essere stata accusata di aver plagiato un discorso di Michelle Obama, non ha più avuto occasioni di partecipare attivamente alla campagna elettorale.

Sui giornali possiamo leggere notizie interessanti, come il fatto che sia la prima first lady ad aver posato nuda su una rivista, o che il vestito col quale ha sposato Donal Trump è costato 100.000 dollari.

Oltre alle battutacce tipo questa che ho postato.

Battutacce in perfetto stile Trump, come dimostra un articolo pubblicato dal Telegraph: Donald Trump sexism tracker: Every offensive comment in one place, o questo articolo pubblicato dal New York Times: Crossing the Line: How Donald Trump Behaved With Women in Private.

Donald Trump è uno che nel suo libro Trump 101: The Way to Success ha scritto:

Beauty and…

View original post 542 altre parole

La consulta dice si: da adesso i figli potranno avere anche il cognome materno

Ora i figli potranno finalmente portare il cognome materno accanto a quello del padre dal giorno in cui vengono al mondo. Senza pratiche burocratiche.

Dopo secoli in cui le origini materne in nome del pater familias sono state ignorate, cancellate, perse, inesistenti nei registri delle parrocchie, nelle anagrafi, adesso cambia tutto. Sempre se tutti e due i genitori lo vogliono.


La consulta ha infatti accolto la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di appello di Genova sul cognome del figlio e ha dichiarato l’illegittimità della norma che prevede l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori. Da adesso in poi, se d’accordo, i genitori potranno dare il doppio cognome. In caso di mancato accordo tra padre e madre il bimbo avrà solo il cognome paterno.
La questione infatti non è normata per legge. E’ sempre stata consuetudine dare il nome del padre ai bambini. La legge che affronta il problema e finalmente sancisce la possibilità per i figli ad avere entrambi i cognomi, approvata alla Camera nel 2014, sta infatti sepolta da due anni al Senato. Forse questa sentenza della Consulta, che arriva dopo tirate di orecchie dall’Europa, spingerà alla sua approvazione. Nel caso di mancanza di identità di vedute tra i neo genitori, o di battaglia per quale cognome mettere per primo, questa legge ancora sospesa in aula e in attesa di approvazione, prevede l’ordine alfabetico.
Ancora una volta è stata la magistratura, la Corte Costituzionale ad aprire un varco, a dare la linea, a superare la politica su problemi che toccano la vita quotidiana della gente. Dalla fecondazione assistita, a quella eterologa, dal riconoscimento dei figli di coppie gay, sono sempre stati i tribunali e infine la Consulta a delineare il cambiamento
riconoscendo le richieste che venivano dalla società.
Fino a oggi l’unico modo per ottenere il doppio cognome è stato quello di fare richiesta al Prefetto. Oppure, nel caso di coppie non sposate, molte hanno scelto di far riconoscere il piccolo prima alla madre e solo in un secondo tempo al padre in modo da fare avere al bambino i due cognomi.

La sentenza è arrivata grazie al ricorso di due genitori; il loro bambino è italo-brasiliano e in Brasile ha il doppio cognome mentre qui in Italia no.

 

(Fonte: Repubblica)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

 

La storia di Domitilla Shaula di Pietro, stuprata per sei ore e 23 minuti

Ho chiesto a Domitilla di raccontarmi la sua storia per poterla pubblicare qui sul blog. Eccola:

 

Domitilla nel 2004, fu sequestrata, portata in un casolare abbandonato e lì legata a un letto e stuprata ripetutamente per 6 ore e 23 minuti. In quelle ore tremende, ha scritto, con la mente è volata lontano da quel casolare e da tutta quella violenza.

Ha scritto un romanzo, “Sei ore e ventitre minuti”, in cui racconta la storia. “Ho scritto per urlare a tutte le donne vittime di violenza di reagire, di denunciare, di divulgare, perché sono profondamente convinta che il silenzio e la solitudine uccidano quanto la violenza stessa”, ha detto a proposito del libro.

Le ho chiesto: “ora, posso chiederti come stai? hai superato il trauma? e cosa fai nella vita?”

“Sto bene. L’ho definitivamente superato scrivendo questo libro è perché “lui” quest’anno è morto. L’ho saputo per caso. Dipingo e faccio la mamma di due ragazzi ormai grandi”.

Potete acquistare sei ore e ventitre minuti, andando su https://www.amazon.it/Sei-ore-ventitr%C3%A9-minuti-Timecrime-ebook/dp/B01M03MUI3

 

Buona vita, Domitilla! Ti auguro tutto il bene possibile.

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

8 novembre 1989: Anna Cambria rimasta uccisa durante un regolamento di conti

r_lvqssrhcbz0

Venne uccisa all’uscita del bar, mentre portava un cioccolatino al suo ragazzo. Anna Cambria, 16 anni, era la vittima innocente dei killer di un pregiudicato di 29 anni, Francesco Alioto. Non rinunciarono alla loro missione omicida neppure quando la giovane entrò nel loro mirino.

Accadde l’8 novembre 1989 nella piazza centrale di Milazzo, davanti al bar nel quale Anna era entrata per comprare alcuni dolci.

Morì stringendoli nel pugno, trafitta dai proiettili di rivoltella, accanto alla cabina telefonica dove tentò inutilmente di cercare riparo. A pochi metri, il corpo del vero obbiettivo dei sicari, Francesco Alioto, un pregiudicato con precedenti per spaccio di stupefacenti.

(Fonte: http://vittimemafia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=841%3A8-novembre-1989-milazzo-uccisa-anna-cambria-16-anni-vittima-innocente-di-un-regolamento-di-conti&catid=35%3Ascheda&Itemid=67)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

3 novembre 2016: Mariagrazia Cutrone uccisa dal marito

La sera prima dell’omicidio, i due coniugi avevano litigato e lei era andata dai carabinieri, che accorsi in casa, avevano cercato di far ragionare l’uomo.

Appena 12 ore più tardi Mustafà Ouslati, quarant’anni, ha accoltellato per dieci volte sua moglie, la 29enne Maria Grazia Cutrone. Nella stanza accanto c’era il loro figlio piu piccolo, quattro anni, mentre gli altri due di cinque anni e mezzo e di sette erano appena stati prelevati dal pullmino che li porta a scuola. È successo a Bitonto.

E dire che la mamma di Mariagrazia, l’aveva detto ai carabinieri: “Portatelo via, sennò prima o poi ucciderà mia figlia”.

(Fonte: Repubblica)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

 

Assolti, perché il fatto non costituisce reato

Il branco accusato di aver stuprato per mesi una 22enne di Bitonto, in provincia di Bari, non è mai esistito. Lo ha stabilito la sentenza del tribunale di Bari che ha assolto i nove imputati dall’accusa di violenza di gruppo aggravata. Quanto denunciato, per i giudici, non è mai esistito. O in alcuni casi non costituisce reato. I fatti contestati dalla Procura di Bari risalgono al 2010. Stando all’ipotesi accusatoria, la presunta vittima delle violenza, all’epoca 22enne, nell’aprile del 2010 sarebbe stata contattata su Facebook da uno degli imputati, il quale le avrebbe detto dell’esistenza di un video compromettente in cui la ragazza aveva un rapporto sessuale con diversi soggetti. Sarebbero quindi cominciate le prime richieste di rapporti sessuali in cambio della distruzione del filmato. Le minacce e le pretese sarebbero proseguite fino al novembre successivo, quando poi la vittima ha deciso di denunciare tutto. Il video sarebbe stato usato dai presunti aguzzini per minacciare la ragazza, costretta ad avere rapporti sessuali con loro in cambio della distruzione del filmato. Le minacce si sarebbero susseguite nel tempo, fino a ripetersi quotidianamente, tra aprile e giugno, anche con l’uso della violenza e dell’alcol. Il gruppo avrebbe abusato di lei contro la sua volontà – stando alle rivelazioni della ragazza – nella falegnameria di proprietà di uno degli imputati, in un casolare in campagna, in auto e sottoscala. La giovane donna ha raccontato di essere stata costretta a un rapporto sessuale per festeggiare perfino la vittoria in una partita di calcio. Ma questo è solo uno delle decine di episodi di violenze denunciati dalla 22enne. “Tutti ti vogliono bene, si tratta dell’ultima volta”, aveva fatto mettere a verbale la ragazza riferendo le parole dette da alcuni di loro.

Le indagini, coordinate dal pm Domenico Minardi e delegate alla squadra mobile della questura di Bari, avevano raccolto le dichiarazioni della ragazza insieme con altri elementi utili a processare i nove giovani, all’epoca tutti fra i 19 e i 35 anni. Elementi che evidentemente il tribunale non ha ritenuto sufficienti a condannarli.

 

D’altronde, le vittime sono sempre le colpevoli. Che delusione.

(Fonte: Repubblica)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

La terra trema per “colpa” delle unioni civili. Parola di Radio Maria

Avete capito? Il terremoto, non è più un fenomeno naturale, ma arriva per punire gli omosessuali che hanno contratto un unione civile.

Ecco le parole esatte, proferite su Radio Maria il 30 ottobre: “Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace… Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino”.

Non ho parole per esprimere il mio disgusto per queste affermazioni…

(Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2016/11/03/radio-maria-terremoto_n_12786300.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

 

2 novembre 2016: Rosanna Prete uccisa dal marito insieme alle figlie nel sonno

Un agente di polizia ha ucciso la moglie Rosanna Prete, le 2 figlie Giada e Martina, di 14 e 10 anni con un colpo di pistola mentre dormivano. Poi, dopo aver chiamato la polizia, ha puntato l’arma contro se stesso suicidandosi.

È successo a Genova. L’uomo, prima di togliersi la vita, ha scritto un biglietto che dice: “Non vi voglio lasciare senza padre e senza marito. Per questo vi porto con me”.

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

 

La storia di Tina Anselmi, prima ministra d’italia

Partigiana, e soprattutto nel 76 fu nominata ministra del lavoro. Fu lei la prima donna a ricoprire questo incarico.

Vediamo il ritratto da Panorama:

Cresciuta in Veneto, in una famiglia profondamente cattolica e dal forte sentimento antifascista, Tina Anselmi diventò partigiana con il nome di Gabriella. Decise di entrare nella Resistenza dopo essere stata costretta ad assistere all’impiccagione di 31 partigiani. Nel 1944 aderì alla Democrazia Cristiana e nel frattempo, dopo la guerra, riuscì a laurearsi in lettere e a diventare insegnante.

Nel 1959 entrò nel Consiglio nazionale Dc, fino a quel fatidico 29 luglio del 1976, quando diventò la prima donna ministra.

Dopo aver ricoperto la carica di ministra del Lavoro, fu ministra della Sanità nel quarto e quinto governo Andreotti e legò il suo nome alla riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale.

Nel 1981, nel corso dell’ottava legislatura, fu nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che terminò i lavori nel 1985.

“venerabile maestro” della P2).

Si sentiva “orgogliosa” del suo lavoro a capo della commissione d’inchiesta sulla P2, di “non aver avuto paura di nessuno”, di “non essersi fatta condizionare da nessuno”, come ricorda Gianna Anselmi, una delle due sorelle dell’ex parlamentare. “È sempre stata – ha detto ai microfono del Tg3 veneto – una sorella sopra le righe, si preoccupava di tutti. Come è stata in politica, nel suo lavoro, così è stata anche in famiglia”.

Fu anche sindacalista, e inoltre si impegnò affinché ci fossero pari opportunità per le donne e per gli uomini.

È venuta a mancare il 1 novembre 2016, a 89 anni.

(Fonte: http://www.panorama.it/news/politica/tina-anselmi-morta-chi-era-foto/)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne