26 ottobre 2010: Eleonora Liberatore uccisa dall’ex fidanzato mentre era in un bar con gli amici

(Foto non reperibile)

Eleonora e Socol, questo il nome dell’ex assassino, si erano lasciati da due mesi. Ma lui non aveva accettato la cosa e la tormentava. E lei lo aveva anche denunciato per stalking.

Il giorno dell’omicidio, Socol la raggiunse al bar con una scusa. Lei uscì fuori dal locale e dopo aver detto ancora una volta no del fatto di tornare insieme, fu colpita con diverse coltellate.

È stato condannato a 18 anni di reclusione.

(Fonte: www.inquantodonna.it)

 

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25 ottobre 2010: Caterina Tugnoli uccisa dall’ex che poi si è tolto la vita

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Caterina non voleva più vederlo, ma lui continuava a tormentarla. E per questo lei aveva cambiato la serratura della porta di casa. Il matrimonio era finito da tempo, ma lui come spesso accade, non accettò la cosa.

Il giorno dell’omicidio, l’aspettò sotto casa e le sparò 3 colpi in faccia, a bruciapelo. Poi si tolse la vita.

(Fonte: www.inquantodonna.it)

 

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Ferrara, razzisti sul delta. Barricate contro 12 donne e 8 bambini

O capitano! Mio capitano!...

Succede a Gorino, sul delta del Po, in provincia di Ferrara. Gli abitanti si ribellano all’arrivo di 12 donne in fuga dalla fame e dalla guerra e 8 bambini. La Lega: «Questa gente ha le palle». Sì, ce l’ha in testa

Razzisti sul delta. Non è la Louisiana del Ku Klux Klan, è l’Emilia della Lega. Razzista e non meno feroce, anche con quell’accento strano, incapaci di pronunciare la zeta, che parlano come se pronunciassero codici fiscali, proprio loro, allergici – si dice – alle tasse quando facevano soldi con le vongole sull’ultimo pezzo di terra lungo il Po prima del mare, in quell’ultimo gruppo di case dove un prefetto maldestro ha confiscato temporaneamente sei stanze per dodici donne e otto bambini in fuga da guerra, fame e carestie proprio sopra al bar dove vanno a bere lo spritz questi uomini veri, forti coi deboli e deboli coi forti. Come i…

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22 ottobre 2006: Carmela Cilento uccisa dal marito, era all’ottavo mese di gravidanza. Verrà ritrovata una settimana dopo

(Foto non reperibile)

Carmela, 38 anni, venne massacrata a calci e pugni dal marito che dopo averle messo un sacchetto di plastica in testa, scappò in Svizzera con l’altra figlia di 4 anni.

La donna era all’ottavo mese di gravidanza e la piccola che portava in grembo, nacque spontaneamente post mortem.

Mamma e figlia vennero ritrovate una settimana dopo l’omicidio.

È stato condannato a 20 anni di reclusione.

(Fonte: www.inquantodonna.it)

 

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24 ottobre 2005: Adriana Tamburrini uccisa dal fidanzato. Era incinta

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Adriana, 19 anni, fu uccisa dal fidanzato in un bosco. La ragazza, in seguito alle coltellate, cercò di scappare, ma dopo qualche passo morì.

Da pochi giorni aveva scoperto di aspettare un bambino e il fidanzato voleva che abortisse.

È stato condannato a 18 anni di reclusione.

(Fonte: www.inquantodonna.it)

 

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21 ottobre 2011: Romina Acerbis uccisa dall’ex marito

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Il marito di Romina, 28 anni, la picchiava. E lei oltre ad averlo denunciato per maltrattamenti 2 volte, per sfuggire alle violenze, se n’era andata via di casa.

L’uomo era stato condannato agli arresti domiciliari, ma nonostante questo continuava a essere in contatto con la donna. E proprio mentre era ai domiciliari la uccise.

Lui era autorizzato ad assentarsi dalla casa in cui scontava i domiciliari ogni giorno per un’ora, perché soffriva di una patologia e doveva fare delle terapie. E il giorno della tragedia, anziché andare a curarsi si recò a casa di Romina e dopo una lite, la strangolò.

È stato condannato a 20 anni di reclusione.

(Fonte: www.inquantodonna.it)

 

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20 ottobre 2014: Sonia Trimboli uccisa dal fidanzato che due mesi prima aveva già tentato di farlo

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Sonia, 42 anni, fu strangolata con un elastico dal fidanzato che 2 mesi prima aveva cercato di ucciderla. La donna però era riuscita a salvarsi e aveva denunciato l’uomo.

È stato condannato a 18 anni di reclusione.

(Fonte: www.inquantodonna.it)

 

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Una morte che si sarebbe dovuta evitare

Una 32enne, Valentina Milluzzo, è morta mentre era incinta di due gemelli alla 19esima settimana di gestazione. Non si capisce bene se il medico era obiettore e quindi non le ha praticato un aborto terapeutico, oppure no. Fatto sta che è stata aperta un’indagine, visto che andava tutelata prima di tutto la vita della paziente.

Come riportato da Chiara Lalli, “La donna era stata ricoverata all’ospedale Cannizzaro di Catania alla fine di settembre in seguito alla dilatazione dell’utero. Dopo un paio di settimane qualcosa non va. Ha forti dolori, ha la febbre alta, collassa. La temperatura corporea è di 34 gradi e la pressione arteriosa è bassa. Uno dei due feti avrebbe sofferto una crisi respiratoria. Bisognava intervenire e accelerare un processo già in corso, cercando di rimediare alla sepsi che minacciava la vita di Milluzzo“.

Quindi Valentina in seguito alla dilatazione stava male. E i medici dovevano espellere i feti immediatamente. Ma il medico avrebbe detto: “Fino a che è vivo io non intervengo”. E da un’ecografia si è visto che anche l’altro gemello era in sofferenza fetale, ma lo stesso si è lasciato correre.

E qualche giorno fa Valentina è morta, a 32 anni.

Un tragico epilogo, che si sarebbe potuto evitare se solo quel medico avesse fatto “nascere” i gemelli.

 

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