Identità di genere e detenzione parte 2

L’istituzione carceraria dovrebbe mirare alla rieducazione del detenuto e non alla privazione della sua dignità, come dispone anche l’articolo 277 della Costituzione Italiana in cui viene prescritto che la pena assegnata al detenuto non debba avere una finalità afflittiva, bensì debba mirare alla rieducazione del condannato.

Ciò spesso non accade a causa di una serie di fattori quali strutture carcerarie poco idonee, sovraffollate o degradate che non permettono ai detenuti di scontare la loro pena in maniera dignitosa, come denuncia L’Associazione Antigone, che individua un tasso di affollamento carcerario del 113,2% in Italia[1]: “Ogni detenuto non dispone neanche di quei 3 mq di spazio personale previsti dalla legge. Già nell’ultimo rapporto si era posta l’attenzione sul ritorno del sovraffollamento con tassi di crescita che, se continuassero all’attuale ritmo, potrebbero portare l’Italia ai livelli che costarono la condanna da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel gennaio 2013, infatti, questo Paese veniva denunciato per violazione dei diritti dei detenuti. La Corte europea dei Diritti Umani di Strasburgo condannava l’Italia per trattamento inumano di 7 detenuti, per i quali Strasburgo dispose che lo Stato li risarcisse di 100 mila euro per danni morali.” Anche la salute psicofisica è compromessa poiché in alcuni casi i detenuti sono impossibilitati ad incontrare familiari e questo provoca in loro stati depressivi che possono portare ad atti di autolesionismo o addirittura al suicidio.

Inoltre non è raro che la funzione rieducativa del carcere venga a mancare in quanto non è presente un numero sufficiente di educatori, (ad esempio, come dimostrato dalle statistiche di “Antigone”: “l’Italia è uno dei paesi dell’UE con il più basso numero di detenuti per agenti (in media 1,7), mentre ciò che manca sono gli educatori: a Busto Arsizio, per esempio, ce n’è uno ogni 196 detenuti e a Bologna uno ogni 139.”) ma soprattutto di assistenti sociali all’interno delle strutture carcerarie.

 

[1]Marta Rizzo (31 Luglio 2017) “Carceri in Italia: crescono pericolosamente sovraffollamento e suicidi.”

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