Ancora illazioni contro Laura Boldrini, definita bambola gonfiabile

Sabato, al raduno del Carroccio, sul palco di Soncino, provincia di Cremona, Salvini indicando una bambola gonfiabile, che qualcuno aveva portato sul palco e qualche altro impugnava per la coscia, ha esclamato: “Sul palco c’è una sosia della Boldrini”. Dopo tale esternazione si sono scatenate fragorose risate. Potete vedere il video direttamente sulla pagina di Laura Boldrini.

Un invito allo scherno, alla riduzione della donna, e terza carica dello Stato, a bambola gonfiabile, soggetto inerme e inanimato. Certo, so già cosa molti risponderanno che non possiamo aspettarci molto da Salvini e dal suo elettorato, ma come più volte abbiamo avuto modo di constatare il dibattito politico, quando si tratta di donne, si abbassa a un livello davvero imbarazzante, tra accuse di prestazioni sessuali, auguri di strupro, bamboline, spintoni e ridicolizzazioni sessiste varie. Mai si punta a fare critiche costruttive sull’operato delle donne. Nel ventennio berlusconiano ne abbiamo sentite di ogni, da “È più bella che intelligente” rivolto a Rosi Bindi, in diretta durante una notissima trasmissione televisiva a, circa la questione sulla sicurezza, “Ci dovrebbe essere un soldato per ogni bella ragazza” — riducendo, come al solito, lo stupro a un atto dettato dalla passione alla vista dell’avvenenza di una donna e al gesto di violenza compiuto per mano dell’uomo nero dietro al cespuglio. Quando, più volte si è affermato, dati alla mano, che la maggior parte delle violenze sulle donne avvengono per mano di mariti, ex, fidanzati, amici e conoscenti.Abbiamo visto Grillo etichettare come vecchia puttana un Premio Nobel per la medicina, istigare con giochi di parole, tramite un post su facebook, alla violenza verbale più bieca tra auguri di stupro e umiliazioni varie a Laura Boldrini. Abbiamo visto, l’allora capo della comunicazione m5s, Messora, esternare dopo la polemica che si era creata circa il giochino sopracitato lanciato da Grillo, rassicurare Laura Boldrini di non rischiare lo stupro perché poco avvenente.Abbiamo visto la deputata m5s strattonata violentemente da Dambruoso, il “bambolina imbambolata” di De Luca a Raggi, i peggiori insulti sessisti e razzisti, compresi di lanci di banane, contro Kyenge, agli attacchi giornalieri a sfondo sessista contro Boschi e Boldrini, all’accusa di stare lì solo perché sono brave a fare pompini da parte di un deputato del m5s contro le deputate del Pd. Insomma, contro le donne, siamo stati spettatori degi attacchi più deplorevoli e mai, come ho scritto più su, al merito, alle competenze e all’operato di quest’ultime.

Come scrissi già qualche tempo fa in “Vecchia puttana, pompini, schiaffoni e auguri di stupro. Le donne e la politica italiana“:

 

Le donne continuano a ricoprire pochissimi posti in politica e nelle aziende. La nostra è una realtà ferma agli anni ’50: alle donne, perlopiù, vengono affibbiati lavori di cura, più della metà delle donne in Italia non lavora e ha smesso di cercare un impiego.E ancora c’è chi picchia e usa violenza su colleghe o chi addirittura afferma che una donna che ricopre il suo stesso ruolo, è lì solo perché ha fatto pompini.Privare le donne di un lavoro, di una carriera, di un’indipendenza economica le espone maggiormente alla violenza.Una società che vede le donne solo come oggetti, cameriere, incubatrici, esseri incapaci di ricoprire un ruolo importante, se non grazie a prestazioni sessuali, è una società malata.E quella italiana, infatti, è una società primitiva e malata,  da destra a sinistra, e il nuovo che avanza in politica non è stato altro che un sogno di finta rivoluzione 2.0 venduto da abili comunicatori -e manipolatori- soprattutto a gente priva di mezzi.

Le tematiche di genere diventano sempre più un argomento ostico da affrontare. E sempre più viene ridicolizzato chiunque le affronti. Puntualmente, a ogni attacco verso Boldrini, mi è capitato di leggere, da molti uomini e molte donne —persino femministe—, lunghe premesse, filippiche su quanto non la condividano su certi aspetti.

Sì, perché effettivamente c’è bisogno che condividiate al 100% le idee di una donna affinché questa meriti di essere difesa da insulti irripetibili, auguri di stupro, attacchi pregni di grandi argomenti quali “troia”, “puttana”, “cagna” e dall’accostarla a un oggetto inerme, gonfiabile e coi buchi. Sia mai vi esponiate troppo o qualcuno tolga il like perché state difendendo una che —brrr, che schifo— si definisce femminista.

Insomma, fate una strana selezione, voi. Prima di aiutare una persona in difficoltà, o vittima di violenza che sia fisica o verbale, cosa fate, le chiedete cosa ne pensa di questo o quell’argomento o chi ha votato negli ultimi anni?

So anche che molti altri faranno spallucce dicendoti: “E va be’, che vuoi farci, è Salvini”. Come se la cosa non meriti importanza.

Ma no, non è solamente Salvini, questa cultura viene alimentata da tutti e tutte e mi sembra onestamente ridicolo che una certa intellighenzia di sinistra si batta molto e giustamente contro determinati pregiudizi ma non si esponga mai, se non per sciocche battutine contro le femministe, contro il sessismo.Per carità, la mia non è una crociata contro l’humor, che ben vengano le battute, la satira, l’humor nero ma che almeno si distacchino dal solito e banale sfottò  “Presidenta”, “Boldrina”, “giudichessa”, eccetera.Insomma, auspichiamo ancora che a qualcuno venga voglia di scoprire il senso della parola “intersezionalità”.

Di Fabiana

(Fonte: http://narrazionidifferenti.altervista.org/limbarazzante-humor-salvini/)

 

Sulla sua pagina Facebook, Laura Boldrini ha ringraziato tuttti: “Il mio grazie più sentito alle tante donne e ai tanti uomini che mi hanno espresso la loro solidarietà, manifestando profondo sdegno per l’inqualificabile trovata di Matteo Salvini, l’ultima di una lunga serie di comportamenti e parole insultanti.

Quello che soprattutto mi sembra importante è il fatto che l’indignazione verso questa ennesima volgarità sia stata trasversale, al di là delle appartenenze e delle simpatie politiche. Perché si possono avere le idee più diverse, ma non ci si può dividere sul rispetto dei parametri minimi di civiltà, senza i quali la politica scade nel più totale squallore ed alimenta discorsi d’odio pericolosi e dagli esiti imprevedibili.

Suo malgrado, Salvini ha fatto emergere un’Italia che non ne può più delle sconcezze sessiste e che non vuole rimanere ad ascoltarle in silenzio. Per questo è importante reagire, conta ogni singola voce contro l’imbarbarimento e il degrado del discorso pubblico, che va a danno di tutta la società. Perché, se qualche politico pensa di avere libertà di insulto, allora ogni cittadino si sentirà autorizzato ad essere più volgare. Davvero non ne abbiamo bisogno.”

 

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