11 giugno 1997: Silvia Ruotolo uccisa da un proiettile destinato a un camorrista

Silvia

Silvia, 39 anni, era andata a prendere il figlio di 5 anni all’asilo. Al ritorno, proprio mentre era vicinissima a casa sua con il piccolo per mano, fu colpita alla testa da un proiettile. Tutto questo mentre affacciata al balcone di casa, c’era la primogenita, Alessandra, di 10 anni. C’era in corso una sparatoria, furono sparati ben 40 proiettili e uno di quelli colpì la donna che morì all’istante.

L’11 febbraio 2001 la quattordicesima sezione della Corte d’Assise di Napoli ha condannato all’ergastolo i responsabili della strage: il boss Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, Raffaele Rescigno (l’autista del commando) e Rosario Privato (successivamente pentitosi dopo l’omicidio) Il Comitato Silvia Ruotolo L’11 luglio 2007, la dodicesima sezione del Tribunale Civile di Napoli decretò un “significativo risarcimento” per i familiari di Silvia Ruotolo, che nelle volontà del comitato Silvia Ruotolo e dell’associazioni Libera, servirà per finanziare la costituzione di una fondazione intitolata a Silvia Ruotolo, dedicata ai ragazzi a rischio. Il Comitato Silvia Ruotolo, presieduto da Lorenzo Clemente, marito di Silvia, è estremamente attivo nell’impegno per la legalità e contro la Camorra.

A Piazza Medaglie D’Oro a Napoli, su una lapide nei giardinetti c’è una targa intitolata a Silvia, dove ogni 11 giugno i familiari e la società civile si riuniscono e depongono i fiori per ricordarla.

(Fonte: Wikipedia) Foto da Fondazione Polis

 

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