Uscito nelle sale cinematografiche il film la sposa bambina

La Sposa Bambina – Mi chiamo Nojoom ho 10 anni e voglio il divorzio: è il film diretto da Khadija Al-Salami, la prima regista e produttrice donna in Yemen che, dopo aver vinto il premio come Miglior Film al Festival International du Film de Dubai 2014 ed altri numerosi riconoscimenti internazionali, è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 12 maggio.

Il lavoro si basa sul libro autobiografico I am Nojood, age 10 and divorced (Io, Nojood, 10 anni, divorziata, Ed. Piemme, 2009), in cui la coraggiosa bambina racconta la sua vicenda alla giornalista francese Delphine Minoui, ma ripercorre anche una terribile esperienza vissuta dalla Al-Salami: dopo che sua madre divorziò da suo padre a causa di violenze domestiche, Khadija, ancora bambina, venne mandata a vivere con dei parenti e, quando aveva 8 anni, uno zio la costrinse al matrimonio, durante il quale il marito la violentò – può essere diversamente a quell’età? –. A 11 anni lei chiese il divorzio e il marito la rimandò dallo zio, che però la rinnegò, rispedendola a vivere con la madre single. Successivamente Khadija sfuggì alla pressione familiare e sociale: iniziò a lavorare per una piccola tv locale e contemporaneamente si recava a scuola alla mattina; a 16 anni ricevette una borsa di studio per finire la scuola secondaria negli Stati Uniti ed iniziò la sua ascesa. Oggi è anche addetta stampa e culturale e direttrice dell’Informazione presso l’Ambasciata yemenita a Parigi.

A sostenere la divulgazione del suo film c’è Amnesty International, che sta conducendo la campagna di sensibilizzazione Mai più spose bambine, ma la storia di Nojoom ha anche un lieto fine e dà speranza contro quella che in Yemen rimane una vera propria piaga: la maggior parte delle donne yemenite si sposa da bambina. In un’intervista rilasciata lo scorso dicembre al settimanale Io Donna del Corriere della Sera, Khadija al-Salmi aveva spiegato: «La stessa cosa era successa a mia madre ma non aveva gli strumenti culturali per impedire che quell’orrore – che aveva vissuto sulla sua pelle – fosse rivissuto dalla figlia. Avevo provato a chiedere aiuto alla nonna ma, per quanto mi amasse, era stata irremovibile: il destino di una donna è sposarsi, oppure finire sottoterra». Per tutto ciò viene invocata la tradizione islamica, secondo cui Maometto sposò Aisha, la sua moglie più giovane e prediletta, quando lei aveva solo 6 anni e la deflorò quando la bambina divenne «matura», verso i 9 anni.

Di Alessandra Boga

(Fonte: La 27esimaora)

 

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