23 marzo 1988: Marirosa Andreotta trovata morta insieme al fidanzato nel bagno di casa sua

(Foto non ce ne sono perché in rete c’erano solo quelle che ritraevano la scena del crimine)

Accadde la notte tra il 23 e il 24 marzo del 1988: un delitto che si è tentato in tutti i modi di far passare per incidente domestico.Non sono bastati più di venti anni a chiarire il giallo sulla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta:quello dei fidanzatini di Policoro è un giallo sempre vivo,e quando sembra che non abbia più niente da dire,da rivelare,ecco che produce di nuovo un’impennata che lo riporta in primo piano,rimettendolo al centro di passioni e sofferenze mai sopite.

Lina Giannotti,la mamma di Marirosa,rientra a casa dopo un concerto e trova sua figlia in compagnia del suo ragazzo Luca Orioli privi di vita nel bagno. Luca è disteso supino vicino alla vasca da bagno, mentre Marirosa all’interno della medesima coperta dall’acqua e con una gamba fuori. A terra alcuni vestiti. Nella stanza vicina vengono trovati alcuni vestiti bagnati : i jeans di Luca e una camicia  e una t-shirt.

Ciò che si prospetta agli occhi dei genitori,del parroco,degli amici di famiglia e del medico legale nel bagno di casa Andreotta è la scena “ufficiale” depositata agli atti dai Carabinieri del Comando di Policoro quella sera. La porta del bagno è socchiusa, il cadavere della ragazza nella vasca con il capo e il corpo sommersi, mentre Luca è supino sul pavimento, con i palmi delle mani rivolti verso l’alto e un fungo schiumoso fuoriuscire dalla bocca e ha segni di percosse sul corpo. A terra un “caldo bagno”-stufetta elettrica -DeLonghi, acceso e funzionante. Anche i termosifoni dell’impianto dell’abitazione sono accesi, così come la madre li aveva lasciati prima di uscire.

le indagini vengono subito chiuse attribuendo il decesso dei ragazzi ad una scarica elettrica proveniente dal caldobagno acceso per riscaldare l’ambiente ma trovato regolarmente acceso con la spina attaccata. Successivamente si è ipotizzata l’asfissia da monossido di carbonio causata dallo scaldabagno a metano installato al di sopra della vasca da bagno, Luca vedendo la ragazza accasciarsi avrebbe tentato di salvarla ma nel frattempo avrebbe subito anche lui gli effetti del monossido.Una tesi avvalorata anche dal Professor Introna,dalla presenza di carbossiemoglobina allo stato gassoso,rimasta imprigionata nel tessuto muscolare dei due ragazzi.Pare che le quantità rilevate non siano particolarmente consistenti ,anche se maggiori nei tessuti di Luca,che “sarebbe” stato il secondo a morire.

Ma entrambe le ipotesi non hanno mai convinto le famiglie dei giovani.

Secondo alcune testimonianze però ,circa una mezz’ora prima che la Giannotti rincasasse e trovasse i due cadaveri nel bagno,un gruppo di cinque o sei persone si erano già intrattenute sulla scena del crimine : fra questi tre carabinieri e il Maresciallo di Montalbano Jonico,Giovanni Pagano,e un fotografo convocato da questi ultimi. Non del tutto certa la presenza inoltre del Vice-Pretore Ferdinando Izzo.

Il gruppetto di persone,non ci è dato sapere avvisati da chi ,escono dall’abitazione appena qualche minuto prima che la madre di Marirosa rientri a casa.

Per vent’anni questo gravissimo retroscena è rimasto nell’ombra più totale,probabilmente perchè i militari erano stati avvisati da qualcuno che indirettamente o direttamente aveva avuto a che fare con il duplice assassinio: sta di fatto che quattro lustri dopo qualcuno parla,e lo fa senza troppi giri di parole,pur essendo a conoscenza dei rischi a cui sarebbe andato incontro:”Le foto che scattai io raffiguravano una scena molto diversa da quella depositata agli atti”-

afferma Salvatore Cerabona,il fotografo arrivato a casa Andreotta durante il primo sopralluogo.

Le prime persone che la madre di Marirosa  ha avuto modo di allertare erano una vicina di casa amica di famiglia ed il Parroco di Policoro-Don Salvatore De Pizzo,che a sua volta chiamò il comando dell’Arma:è a questo punto che i militari tornano “ufficialmente” sul luogo del delitto.E’ l’una di notte.Un inquietante buco temporale sottovalutato e ignorato nel corso delle indagini;a ragione di quest’importante inadempienza le foto del Cerabona che svaniscono nel nulla e non entrano mai a processo.

Lo scenario che si prospetta agli occhi del fotografo è sconcertante:l’uomo viene accompagnato dai Carabinieri a bordo di un pulmino e quando giungono di fronte a casa Andreotta è presente già una volante come se non bastasse uno dei Carabinieri apre il portone della casa con delle chiavi.

Gli insabbiamenti cominciano quella notte stessa e proseguono anche il giorno dei funerali dei ragazzi,quando il Parroco Don Salvatore De Pizzo si preoccupa di telefonare agli amici dei fidanzatini per consigliare loro di “distruggere lettere e biglietti scritti da Luca e Marirosa”:altro particolare agghiacciante che la dice lunga sul tipo di personaggi che orbitavano intorno alla comunità jonica.

Sorvolando di netto l’ipotesi assurda dell’incidente domestico è chiaro come il delitto sia stato premeditato da chi conosceva  i due fidanzatini.

I due ragazzi sono stati dapprima tramortiti,picchiati da più di una persona e successivamente annegati (al fine di simulare la morte da elettrocuzione).

Luca Orioli presentava importanti ematomi ai genitali e nel basso ventre in particolare ad un testicolo gonfio in maniera spropositata.L’osso ioide del ragazzo era fratturato andando ad avvalorare l’ipotesi dell’annegamento con strangolamento.

La ragazza presentava una ferita molto seria sulla nuca,di carattere lacero contuso,che sicuramente ne ha determinato il decesso; un buco profondo dieci centimetri provocato da un corpo contundente sconosciuto.

Luca e Marirosa presentavano inoltre macchie e puntini rossastri in diverse zone del corpo,di natura non ipostatica e interpretabili come segni di violenza per azione di pressione,afferramento e trascinamento esercitata sui due corpi e infine , un evidente fungo schiumoso dalle inequivocabili caratteristiche(colori,aspetto,continuità di presenza) che lo rendevano segno patognomonico di sicura interpretazione,ovvero l’annegamento.

A oggi non si sa cosa sia veramente accaduto quella notte ai 2 ragazzi.

(Fonte: http://casidiscomparsa.blogspot.it/2014/06/luca-e-marirosa-i-fidanzatini-di.html)

 

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