Donne che usano la tecnologia per aiutare altre donne

Iffat Gill di origine pakistana attualmente vive ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. Attivista per i diritti umani e imprenditrice in ambito sociale, ha dato vita nel 2011 a un’iniziativa rivolta alle donne affinché abbiano accesso alla tecnologia in ogni parte del mondo. Il progetto si chiama ChunriChoupaal.

Un chunri è una sciarpa dai colori vivaci indossato dalle donne in Asia meridionale, mentre un choupaal è prevalentemente uno spazio dove gli anziani del villaggio (in prevalenza uomini) prendono decisioni importanti per la comunità. Il centro ChunriChoupaal è nato con lo scopo di fornire un luogo di incontro per le future donne leader, dove siano libere di discutere dei loro progetti e abbiano la possibilità di imparare e condividere competenze con altre donne.

Il progetto ha ricevuto dei feedback positivi da parte delle donne di tutto il mondo. Dal centro di sostegno si è passati alla creazione di un’organizzazione non-profit con la sua sede centrale ad Amsterdam.

“L’idea è balenata durante una mia visita in una zona remota del Pakistan, nel deserto Thal”, ha raccontato Iffat. “Mi trovavo nella piccola città di Layyah ed ero intenta a fotografare una manifestazione di studenti, quando un paio di donne mi fermarono. Una di loro si chiamava Rashda, neo laureata in un college locale. Era stata contattata da un’organizzazione impegnata nel soccorso medico locale. Cercavano qualcuno che avesse competenze con il computer e con internet, capace di creare un archivio di dati”.

“Non avevo con me un computer portatile, e non avrei avuto nemmeno il tempo di insegnarle a usarlo. Nel contempo, sapevo bene che se mi fossi messa a dare lezione a Rashda e alle altre donne su come usare un pc avrei cambiato radicalmente la loro vita. Avrei permesso loro di non finire tra le maglie di un matrimonio forzato, per la mancanza di opportunità lavorative”. Iffat stessa è scappata da un matrimonio forzato imposto dalla famiglia. “Per le donne, soprattutto per quelle che provengono da ambienti svantaggiati, è importante avere accesso alla tecnologia, diventata oramai parte integrante della nostra vita”, ha sottolineato la donna, soprattutto in paesi come il Pakistan dove alle donne è impedito socialmente e culturalmente muoversi da sole senza il controllo degli uomini. Questo succede soprattutto nelle aree rurali e sub-urbane.

Per questo progetto rivolto alle donne delle aree rurali del Pakistan, Iffat ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Linda Kobusinge, ugandese, ha partecipato a un corso di formazione presso l’Afchix Uganda, network di donne professioniste specializzate nell’ambito della tecnologia e dell’informatica nato nel 2006, ed è venuta così a contatto con un ambiente stimolante dove ciascuna era incentivata a sviluppare le proprie capacità nei settori della comunicazione informatica e della tecnologia.

Linda stessa ha potuto mettere a frutto le tecniche di progettazione digitale in Uganda, dove vorrebbe ampliare il settore dello sviluppo di applicazioni tecnologiche: “Inizialmente non avevo il minimo interesse per i contenuti web o il linguaggio informatico. Ma poi la scuola che frequentavo aveva ricevuto l’invito di partecipare a una giornata di formazione presso l’Afchix Uganda, dove abbiamo avuto modo di incontrare altre donne che raccontavano delle loro professioni, di come erano riuscite a diventare sviluppatori web e ingegneri”.

“Ci hanno detto che anche noi saremmo in grado di creare applicazioni capaci di cambiare il mondo, e che un giorno farò lo stesso anche io”.

(

Kanchana Kanchanusat ha avuto il merito di aver introdotto internet in Thailandia e di aver partecipato attivamente a molte iniziative volte a diffondere la connessione al world wide web anche in altri paesi del Sud est asiatico, a partire dal 1980. Attualmente dirige il laboratorio di ricerca informatica dell’Institute of Technology in Thailandia, dove è anche professoressa di scienza informatica per la Scuola di ingegneria e tecnologia.

Nel 1988 ha creato la prima rete di ricerca e istruzione nazionale sperimentale nella sua nazione, che collega cinque università in Thailandia con il centro di ricerca accademica australiana.

“Ho dovuto lasciare la mia città natale e trasferirmi nella capitale, e poi trasferirmi in un altro paese per la mia formazione. Attraverso questa rete ho potuto vedere come i miei studenti riescono a condividere più facilmente le risorse con persone di altri paesi. Ciò significa molto per l’istruzione. I miei studenti non dovranno viaggiare così lontano. In quel momento ho pensato che il mondo sarebbe finalmente cambiato”.

Dorcas Muthoni vive in Kenya. Qui all’età di 24 anni ha fondato una società di software, Openworld Ltd, di cui attualmente è amministratrice delegata. Oggi la società di Dorcas è una delle principali compagnie di servizi software e di business in Africa.

Appassionata di tecnologia fin da bambina, Dorcas punta oggi a trasformare positivamente la società africana con l’impiego delle innovazioni tecnologiche e informatiche. Nel 2012, la donna è stata inserita nella Hall of fame di Internet.

“Quando ho iniziato a lavorare in questo settore mi sono resa conto di essere l’unica donna a lavorare per un’organizzazione del genere. Quindi, a un certo punto, avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse, allora ho cercato delle stagiste donne, perché volevo dare loro un’opportunità. Ma non è stato semplice trovarle, e quelle poche che si presentavano ai colloqui non avevano le informazioni necessarie per operare delle scelte professionali”, ha raccontato Dorcas.

“Ho pensato di creare dei laboratori e dei corsi di formazione per far sì che le studentesse delle scuole superiori avessero maggiore coscienza delle proprie capacità. Qualunque cosa si voglia essere nella vita e nel lavoro, sia un medico o un avvocato, avrete sicuramente bisogno della tecnologia.

Poornima Meegammana vive in Sri Lanka, dove lavora come animatrice e produttrice. Di recente ha fondato Respect girl in rete, un’organizzazione che si batte per offrire protezione alle donne e alle ragazze vittime di molestie online.

“Mia madre è un insegnante di informatica e mio padre è un professionista nel settore della tecnologia. Ho avuto modo di conoscere il mondo virtuale ancor prima che i miei coetanei avessero coscienza. Per questo ho deciso di dare vita a questo progetto”.

“Da regista voglio occuparmi di temi sociali, questo è il mio sogno ora”.

(Fonte: The Post Internazionale)

 

Segui Blog delle donne anche su www.facebook.com/blogdonne e su http://www.twitter.com/Blogdelledonne

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...