Anatomia di una mamma italiana, i meme che giustificano lo stupro e #GliShortsNonStuprano

Il caso dello stupro di Roma ha suscitato talmente clamore che la stampa ha cominciato a sfruttare l’occasione per scatenare una serie di morbosità nel pubblico. Nei momenti successivi all’arresto di Simone Borgese, reo confesso dello stupro della tassista, molti giornali hanno cominciato a pubblicare articoli sulle considerazioni che sua madre ha di questo ragazzotto.

Un bravo ragazzo che aveva sofferto. E’ un leitmotif che si sente ogni volta che un italiano è colpevole di un reato contro le donne. Era un bravo ragazzo, non è un mostro, poverino era depresso, soffriva, non era compreso, ha agito solo di impulso, era ubriaco, lei era consenziente, lo ha provocato e via dicendo.

Si sguinzagliano di solito parenti e amici del colpevole, spesso le madri. Ecco che viene evocata la figura della madre italiana sottomessa all’autorità di figli, padri, mariti e fidanzati e viene sguinzagliata per cercare nel lettore empatia…

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