8 marzo: giornata internazionale della donna

La celebrazione dell’8 marzo, ossia la giornata internazionale della donna, si è tenuta per la prima volta negli Usa nel 1909, da centinaia di operaie che chiedevano i loro diritti. Cadeva nell’ultima domenica di febbraio.

Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l’ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi – – Germania, Austria, Svizzera e Danimarca- la giornata della donna si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911, su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo la testimonianza di Alexandra Kollontaj, quella data fu scelta perché in Germania, il 19 marzo 48 durante la rivoluzione, il Re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne.

In Francia la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi, così come a Vienna, dove alcune manifestanti portarono con sé delle bandiere rosse (simbolo della Comune) per commemorare i caduti di quell’insurrezione.

In Svezia si svolse il 1º maggio 1911, in concomitanza con le manifestazioni per i lavoratori.

La manifestazione non fu ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a Sanpietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del partito Bolscevico con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti; l’anno seguente gli organizzatori vennero arrestati, impedendo di fatto l’organizzazione dell’evento.

In Germania, dopo la celebrazione del 1911, fu ripetuta per la prima volta l’8 marzo 1914, giorno d’inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal partito socialista a Parigi il 9 marzo.

Durante la prima guerra mondiale non ci furono manifestazioni, tranne a Sanpietroburgo durante la rivoluzione russa, l’8 marzo 1917; quel giorno le donne fecero una grande manifestazione in cui chiedevano la fine della guerra.

In Italia la “festa” della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Pci che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all’ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin scomparso l’anno precedente, che ricordava l’otto marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.

Con la nascita dell’Udi( unione donne italiane) a Roma nel 1944, che istituì definitivamente la giornata della donna l’8 marzo di ogni anno; la prima manifestazione si tenne l’8 marzo 1945. Nel 1946 fu istituito anche il simbolo di questa giornata e cioè la mimosa, che fiorisce proprio i primi giorni di marzo.

La storia che un po tutti conosciamo, e cioè che l’8 marzo è nato per ricordare centinaia di operaie morte in un incendio di una fabbrica di camicie nel 1908 a New York è assolutamente falsa; probabilmente si fa confusione con una vicenda realmente accaduta nella stessa città, ma il 25 marzo 1911: l’incendio della fabbrica Triangle in cui morirono 146 operai(uomini e donne).

 

L’8 marzo deve essere un’occasione in più per ricordare le donne che ogni giorno vengono stuprate, picchiate, umiliate, ammazzate!

(Fonte: Wikipedia)

 

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