Accordo con lo stalker

Art.612 bis Cp,, Atti Persecutori(stalking): “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterata, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Dalla  Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, altrimenti nota come Convenzione di Istanbul, “le parti devono adottare le necessarie misure legislative o di altro tipo per vietare il ricorso obbligatorio a procedimenti di soluzione alternativa delle controversie, incluse la mediazione e la conciliazione, in relazione a tutte le forme di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione.”

A Sambucheto, provincia di Macerata, Laura Paoletti ha sparato al figlioletto di sei anni, Giosuè e poi si è tolta la vita.

Sappiamo che la donna aveva denunciato per stalking il suo ex compagno e padre del bambino, che recentemente la sua macchina era stata incendiata – un atto intimidatorio sul quale le autorità stavano ancora indagando.

Ci dice Repubblica:

Una separazione “non amichevole”?

A questa donna, che aveva sporto denuncia contro il padre di suo figlio sostenendo che la minacciava e la molestava al punto da procurarle “un perdurante e grave stato di ansia o di paura un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto“, era stata incendiata l’auto, ma prima ancora che fosse accertata l’innocenza o la colpevolezza del sospettato, in sede civile si stavano definendo i dettagli di un accordo con lui.

Ai microfoni di Cronache Maceratesi, l’Avvocata Alessandra Perticarà (che, giova sottolinearlo, per la testata marchigiana è l’Avvocato Perticarà) con candore ci racconta che lei della denuncia di stalking non sa niente.

Come se il fatto che la madre che lei stava seguendo in sede civile stesse subendo o non stesse subendo violenza dall’uomo col quale si pretendeva di farla accordare non fosse minimamente rilevante.

Possibile che all’Avvocata Perticarà non venga il sospetto, ora che ci sono due cadaveri (uno dei quali è di un bambino di soli sei anni) che il suo ignorare l’argomento violenza in sede di mediazione con il presunto stalker possa aver giocato un ruolo nel drammatico epilogo di questa vicenda?

E’ possibile che, nonostante la Convenzione di Istanbul sia un trattato vincolante che l’Italia ha ratificato, ancora oggi dobbiamo leggere che, quando nel contesto di una separazione viene sollevato il problema della violenza, professionisti come l’Avvocata Perticarà continuano a non tenerlo nella dovuta considerazione, a ritenerlo irrilevante?

Tempo fa avevo tradotto un articolo dal titolo Crescere i tuoi figli con un ex maltrattante e rimanere sana di mente: è possibile?, domanda alla quale l’autrice Julie Boyd Cole rispondeva: no, non è possibile, aggiungendo: “

E’ abbastanza per far impazzire qualcuno.

Di Il Ricciocorno Schiattoso

(Fonte: ilricciocornoschiattoso.wordpress.com)

 

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