La pubblicità della tre è sessista

Con la scomparsa di Belén Rodríguez dalle campagne Tim, credevo che le aziende di telecomunicazioni in Italia avessero finalmente smesso di associare marchio, tariffe e promozioni all’ennesimo corpo femminile, che non sta lì per nient’altro che per la sua bellezza. E invece no: nell’ultimo spot, Tre mette assieme  l’attore napoletano Carlo Buccirosso e la showgirl greca Ria Antoniou, con lui fa che l’uomo sbavante e pagante, e lei che fa la bellona, biondona e desiderante. Ma invece di desiderare («Carletto, è da tanto che avevo un desiderio…») ciò che lui spererebbe (allusione evidente), lei desidera solo un nuovo smartphone, «ma che sia il top… top come lei…» precisa Carletto, mentre le sussurra nun te proccupa’. Poi la bionda insiste con voce suadente: «Ho tanto bisogno di…» (allusione). «Cento giga le bastano?», chiede la commessa Tre.

E via così, per promuovere: se compri un top smarphone hai 100 giga inclusi. Il più trito, abusato e ormai malconcio stereotipo sull’ometto bruttino e un po’ scemo, che si può permettere la biondona mozzafiato solo perché paga lo shopping. Povera donna, povero ometto. E complimenti a Tre per l’originalità della campagna.

Di Giovanna Cosenza

(Fonte: giovannacosenza.wordpress.com)

 

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