Cosa è successo veramente a Giulia Di Sabatino?

Non è ancora la mezzanotte del 31 agosto 2015, quando Giulia stacca dal suo ultimo giorno di lavoro per recarsi a casa. Sul tavolo lascia i soldi dello stipendio e il cellulare, per poi uscire nuovamente. Di corsa. I genitori, avendo visto i suoi effetti personali, pensano che sia uscita per poco, magari per riprendere qualcosa dimenticata sul posto di lavoro. Il tempo scorre, senza che la ragazza faccia ritorno. Preoccupati, a questo punto, i coniugi Di Sabatino decidono di effettuare alcuni giri in zona. Forse Giulia si è intrattenuta a chiacchierare con qualcuno. Così non è, purtroppo. Passa un’intera notte, della giovane nessuna traccia. I genitori non vogliono perdere ulteriore tempo, così si recano presso la caserma dei Carabinieri per presentare denuncia di scomparsa. Arrivati sul posto, da subito avvertono la sensazione che i militari stiano aspettando una famiglia pronta a notificare la sparizione di un congiunto. È stato rinvenuto un corpo, infatti, ma sulla A14, in autostrada.

Si tratta di Giulia? E cosa ci faceva lì, ad otto chilometri da casa? Come poteva esserci arrivata a piedi? Giulia non guida, non ha l’automobile. No, non può essere lei, i genitori ne sono convinti. Fino al drammatico riconoscimento. Sì, perché quello che i coniugi Di Sabatino si sono trovati di fronte non sembrava neppure un corpo. Giulia è rimasta ai margini della A14 per tutta la notte. I veicoli le sono passati sopra senza accorgersi che, in realtà, quei resti non appartenevano ad un animale: si trattava del cadavere di una persona. Una scarpa da ginnastica, tra le poche cose rimaste intatte, ha permesso a padre e madre di riconoscere la figlia.

Gli interrogativi sono molti. La famiglia non riesce a spiegarsi come Giulia si sia trovata su quel tratto di A14 nel pieno della notte. È caduta dal cavalcavia che sovrasta quel tratto, diranno gli inquirenti. Un suicidio, quindi? Improbabile. Dopo la scuola, l’unico pensiero della ragazza era quello di partire alla volta di Londra per imparare l’inglese. Il biglietto aereo era già pronto. Sorridente, solare, così la descrivono gli amici. Giulia non vedeva l’ora di ricongiungersi alla sorella lontana per passare un po’ di tempo assieme. Non ci sono i presupposti né tanto meno precedenti insane manifestazioni che lascino pensare ad un gesto estremo della giovane.

Cosa può essere successo a Giulia?

L’esame autoptico, purtroppo, non ha potuto raccontare molto in merito agli accadimenti di quella sera. Il corpo è stato letteralmente dilaniato dai veicoli in transito su quell’autostrada. Alcuni esami effettuati, forse, potranno dare qualche risultato nei prossimi mesi, rendendo più vicina una verità al momento incerta. Tra questi, si attendono con attenzione le risultanze degli esami istologici e tossicologici. I primi, in particolare, potrebbero aiutare a stabilire se Giulia sia morta prima di volare giù dal cavalcavia.

La procura di Teramo ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. La ragazza, dunque, sarebbe stata spinta a compiere un gesto estremo. Da chi? Il corpo della povera Giulia giaceva a circa dieci chilometri da casa, è quindi chiaro che lì non sia arrivata da sola. Gli inquirenti scopriranno in seguito che, quella sera, un ragazzo del paese dà un passaggio in motorino alla giovane. E non è tutto, qualche ora dopo le invia un messaggio tramite il social network facebook, scrivendole testuali parole: «È stato un piacere darti un passaggio, buonanotte fiorellino». A che scopo, si domanda chi indaga, scrivere un messaggio ad una persona semi-sconosciuta? È, questo, un maldestro tentativo di costruirsi un alibi? Per cautelarsi da cosa? Mistero.

Ad oggi, il ragazzo del passaggio è l’unico iscritto nel registro degli indagati.

Nella scorsa puntata del programma televisivo Chi l’ha visto”, siamo venuti a conoscenza di un’altra amara realtà. Giulia era vittima di bullismo. Ne ha portato in volto i segni, custodendo dentro sé i lividi più grandi. “Le hanno spento la luce che portava negli occhi”, afferma la madre in lacrime.

Una ragazza fragile, Giulia, che aveva trovato il coraggio di confessare alla famiglia le angherie subìte, attribuendole alla cugina Celeste. La stessa che, nel corso di un’intervista per il programma, sostiene con convinzione la tesi del suicidio.

(Fonte: www.scenacriminis.com)

 

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