Anche il Gambia vieta le mutilazioni genitali femminili

Il Gambia ha annunciato che le mutilazioni genitali femminili presto saranno fuorilegge. Lo scorso giugno la Nigeria è diventata il primo Stato Africano ad aver vietato l’infibulazione. Ora tocca al Gambia mettere al bando questa pratica crudele, che rappresenta una grave tortura per le donne. Lo ha dichiarato il Presidente del Gambia Yahya Jammeh, ricordando che le mutilazioni genitali femminili fino a questo momento hanno riguardato almeno tre quarti delle donne del Paese.

Il Presidente del Gambia ha annunciato che l’infibulazione verrà vietata immediatamente, anche se non è ancora chiaro quando il Governo preparerà il testo di legge che ufficializzerà questa decisione.

Le mutilazioni genitali femminili, che spesso vengono eseguite su bambine e ragazze molto giovani, prevedono la rimozione del clitoride e di altre parti dei genitali femminili con un intervento che spesso comporta complicazioni per la salute per tutta la vita, tra forti dolori, sanguinamento, infezioni e infertilità.

L’infibulazione è una mutilazione genitale femminile che consiste nell’asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

Più di 130 milioni di donne vengono costrette alla pratica dell’infibulazione in Africa e in Medio Oriente. Purtroppo la mutilazione genitale femminile sta riguardando sempre più le bambine quando sono ancora piccole e il 14,56% di loro in Gambia ha subito l’infibulazione entro i 14 anni.

Il Presidente del Gambia ha deciso di mettere le donne e le bambine al primo posto, in modo del tutto inaspettato, un nuovo punto di vista che forse potrebbe avere effetti negativi sulla sua campagna elettorale.

Il Paese in cui la mutilazione genitale femminile viene purtroppo praticata più di frequente è la Somalia: qui il 98% delle ragazze di età compresa tra i 4 e gli 11 anni ha dovuto subire l’infibulazione. Ancor di più, subito dopo la Giornata contro la violenza sulle donne, non possiamo che sperare che questa pratica crudele che tortura le donne abbia presto fine in ogni luogo del mondo in cui risulta ancora ammessa.

(Fonte: www.greenme.it)

 

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