22 febbraio 1981: Rossella Casini uccisa perché “colpevole” di aver spinto il fidanzato a denunciare la famiglia

Rossella

Articolo del 1994

Era bella. E molto in gamba. Nel quartiere di Santa Croce il ricordo di Rossella Casini è ancora vivo.

Aveva 25 anni, studiava psicologia. Era figlia unica. La madre è morta di disperazione. Il padre Loredano non ha mai cessato di cercarla. Ha bussato a tutte le porte per scoprire la verità. L’ ha saputa ieri nel modo più brutale, dalle pagine del quotidiano La Nazione. Ha letto che sua figlia è rimasta vittima per amore di una sanguinosa faida calabrese. “Colpevole” di aver convinto il fidanzato di Palmi, Francesco Frisina, a rompere le leggi dell’ omertà. E per questo, rapita, uccisa, gettata in mare. Ieri, Loredano Casini ha parlato con il procuratore aggiunto di Firenze Francesco Fleury. “Che Stato è questo – ha chiesto – se io devo sapere dai giornalisti che mia figlia è stata ammazzata e fatta a pezzi? Non avrei diritto di essere informato dalle autorità?”. La tragica fine di Rossella è stata ricostruita dai magistrati della procura distrettuale di Reggio Calabria (l’ aggiunto Salvatore Boemi, il sostituto Giuseppe Verzera) che indagano sulle cosche Gallico e Parrello-Condello di Palmi, protagoniste dal ‘ 78 al ‘ 90 di una feroce guerra di mafia. All’ interno dell’ inchiesta, nella quale sono stati eseguiti più di cento arresti, tre persone sono ora accusate del sequestro e dell’ omicidio di Rossella: Domenico Gallico, Pietro Managò e Concetta Frisina, sorella del fidanzato di Rossella. Il quale era in carcere quando, il 22 febbraio ‘ 81, la sua ragazza scomparve. E che, secondo l’ accusa, sapeva che Rossella – estranea alle leggi ferree dell’ omertà – era una mina vagante. E dunque – sostiene la procura – non si oppose alla sua eliminazione. Nel ‘ 77 Francesco, che studiava economia all’ università, era andato a vivere nella palazzina ottocentesca dove abitava la famiglia Casini. Così conobbe Rossella. Presto si fidanzarono. I genitori di Rossella ne furono lieti. Più volte Rossella e i suoi andarono in Calabria, ospiti della famiglia del futuro genero. Per i Casini fu un colpo terribile quando il 4 luglio ‘ 79 il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ucciso da due sconosciuti. Alcuni mesi più tardi, il 9 dicembre ‘ 79, anche Francesco fu ferito alla testa in un agguato. Rossella si precipitò a Palmi e riuscì a far trasferire il fidanzato alla clinica neurochirurgica di Firenze. Era ormai chiaro: quel ragazzo proveniva da un pianeta diverso, regolato da leggi che includevano l’ omicidio. Ma Rossella lo amava. Durante la convalescenza, Francesco, spinto dalla fidanzata, decise di spezzare l’ omertà e di svelare a un magistrato la catena di omicidi che aveva insanguinato anche la sua famiglia. Fu proprio l’ allora sostituto Francesco Fleury a raccoglierne le dichiarazioni. L’ indagine fu trasmessa per competenza alla procura di Palmi, e il terremoto si fece sentire. “Ci ha inguaiato tutti”, disse al telefono il 22 febbraio ‘ 80 Pino Mazzullo, cognato di Francesco, marito di sua sorella Concetta. Francesco Frisina si rifugiò a Torino. Il cognato lo raggiunse e lo convinse a ritrattare. Tre giorni più tardi vennero arrestati entrambi. Rossella continuò a far la spola fra Firenze e Palmi, cercando anche, con maldestri tentativi di ritrattazione, di salvare il fidanzato. Nel febbraio ‘ 81, a pochi giorni dal processo, Rossella scese nuovamente a Palmi. Doveva parlare con un giudice. Chiamò il padre domenica 22 febbraio. “Sto rientrando”, disse. E invece non rientrò più. Era stata uccisa. Lo ha rivelato un pentito palermitano, Vincenzo Lo Vecchio. Il 26 agosto ‘ 79 era evaso e si era rifugiato presso i Mazzullo-Frisina. Aveva partecipato alle vendette dopo l’ uccisione di Domenico Frisina. In seguito, durante la detenzione e il processo di Palmi, seppe che Rossella era stata condannata a morte dalla cosca. Francesco Frisina era stato risparmiato perché era rientrato nei ranghi. Lei, l’estranea che l’ aveva spinto a fidarsi dello Stato, aveva pagato anche per lui.

(Fonte: Repubblica) Foto da ultimodomicilio.wordpress.com

 

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