Legnano, le donne maltrattate dai mariti rompono il silenzio

In 8 mesi il “Codice Rosa” del pronto soccorso di Legnano ha registrato 47 casi di violenza di genere e, in soli 5 mesi, 38 donne maltrattate si sono rivolte al centro antiviolenza del progetto “Filo rosa Auser”. 

Due servizi che rientrano nella “Rete Antiviolenza Ticino Olona”: una “via di uscita” che le legnanesi stanno iniziando a percorrere. Il punto d’ascolto dell’Auser, attivato in città lo scorso mese di marzo, ha constatato che su 38 casi, 20 sono accaduti a Legnano.

Secondo i dati raccolti emerge uno spaccato preoccupante. Le vittime ricoprono un ruolo lavorativo importante come dirigenti, medici e avvocati, sono donne in carriera, tra i 28 e i 47 anni, sposate e con figli. La maggior parte cerca di sopportare i maltrattamenti, fisici e o psicologici, sino a che i figli non diventano autonomi. Solo dopo, provano a denunciare gli abusi del marito “padrone”.

Il numero degli accessi in Pronto Soccorso per violenza di genere/maltrattamento è aumentato nell’ultimo anno: nel 2014 sono risultati 28 casi. Su 47 donne assistite nel 2015 il 34% ha tra i 28 e i 37 anni, mentre il 30% ha tra i 38 e i 47 anni. Da segnalare la presenza di giovanissime tra i 18 e 27 anni e di over 67. Si può ipotizzare che il progetto Codice Rosa sia divenuto per le vittime un punto di riferimento sul territorio. La presenza della psicologa, direttamente alla postazione del Triage, ha favorito l’individuazione di situazioni violente non dichiarate. 

Sono diversi i casi, segnalati dal “Codice Rosa”, presi a carico dall’equipe del centro antiviolenza di Legnano. «La violenza è democratica – spiegano le responsabili del punto d’ascolto -. È da sfatare il mito che vede le donne straniere con basso reddito le uniche vittime di maltrattamenti in famiglia. Non è così, i casi da noi seguiti vedono donne italiane che ricoprono ruoli lavorativi a livello dirigenziale, con figli e senza importanti problematiche finanziarie. Il marito le tiene in scacco minacciandole di non farle vedere più i figli. La paura e la pressione psicologica è tale che le vittime si convincono di essere cattive madri e subiscono. Spesso sono le amiche o i familiari a chiamarci cercando un primo contatto».

A dare il loro supporto non mancano i volontari dell’Auser Ticino Olona di Legnano guidati dal presidente Pinuccia Boggiani, che offrono il loro supporto effettuano trasporti delle vittime nei luoghi protetti. «Dall’attivazione del servizio ad oggi – spiega Boggiani – abbiamo effettuato trasporti per 4 donne entrate nel programma di protezione».

Dunque, un passo importante è quello di riconoscere e comprendere la situazione di violenza sin dal primo contatto tra la vittima e gli operatori, oltre al sostegno psicologico e l’orientamento sulle offerte e sui servizi del territorio. A tal proposito Auser ha avviato un corso di formazione per operatrici volontarie da inserire nei centri antiviolenza (clicca qui). 

Il punto d’ascolto legnanese, come quello di Magenta, è gestito da Auser e Telefono Donna, che in sinergia tra loro assicurano alle vittime di violenza del territorio, un’assistenza continuativa 24 ore su 24. Per maggiori info accedere al sito www.filorosaauser.org

(Fonte: Legnano News)

 

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