La storia di Semo, prigioniera di Boko Haram

Semo Sunday, 10 anni, è una delle ragazze rapite in Nigeria da Boko Haram: almeno 2.000 negli ultimi due anni, secondo Amnesty International. Per otto mesi è stata prigioniera nella foresta. Parla a testa bassa, evitando i tuoi occhi, gracile nella maglietta troppo grande ma pulita, nonostante la sporcizia intorno. Semo è fortunata: a differenza di tante altre ragazze tra cui le famose 200 di Chibok, rapite dal dormitorio della scuola nel 2014, lei è riuscita a scappare un mese fa, con un gruppo di ragazze più grandi, approfittando dell’oscurità e dell’erba alta nei campi abbandonati. Nel campo per sfollati ospitato dalla diocesi cattolica di Santa Theresa a Yola, la bambina volge lo sguardo ai coetanei, che corrono con le mani impastate di moi moi, il brodo di fagioli che cuoce in un grande pentolone, ma la sua mente è altrove. Ha incubi ricorrenti: «Ho visto troppe cose che non riesco a descrivere».

(Fonte: Corriere della sera)

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