Codice Rosa: cos’è e in quali ospedali è stato adottato

Il Codice Rosa identifica un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenze che, a causa di particolari condizione di fragilità, più facilmente possono diventare vittime di violenza e discriminazioni sessuali: donne, uomini, adulti e minori che hanno subito maltrattamenti e abusi.

Il Codice Rosa non sostituisce quello di gravità, ma viene assegnato insieme a questo da personale addestrato a riconoscere segnali non sempre evidenti di una violenza subita anche se non dichiarata. Quando viene assegnato un Codice Rosa, si attiva il gruppo operativo composto da personale sanitario (medici, infermieri, psicologi) e dalle forze dell’ordine. Il gruppo operativo dà cura e sostegno alla vittima, avvia le procedure di indagine per individuare l’autore della violenza e se necessario attiva le strutture territoriali.

Al codice è dedicata una stanza apposita all’interno pronto soccorso, la Stanza Rosa, dove vengono create le migliori condizioni per l’accoglienza delle vittime.

Fu introdotto per la prima volta al pronto soccorso di Grosseto, per volere di Vittoria Doretti.

La seconda regione(prima del sud Italia) ad adottare il Codice Rosa è stata la Basilicata, all’ospedale S.Carlo di Potenza; la stanza rosa è stata dedicata a Elisa Claps e così è nata la “Stanza di Elisa”.

Terza regione è stata la Sicilia, quarta la Sardegna, quinta l’umbria e tra poco il Codice Rosa arriverà anche nei pronto soccorso della capitale.

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