Lettera aperta a Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno

Gentili Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno,

a seguito della vostra iniziativa di pubblicizzare a mezzo stampa e in TV la Sindrome da Alienazione Genitoriale o Alienazione Genitoriale che dir si voglia, ergendovi a paladine del diritto del bambino a non essere “

alienato“, senza la minima cognizione di causa di cosa andate raccontando all’Italia tutta, colgo l’occasione di farmi portavoce di una persona a me molto cara, che sono certa avrebbe piacere di incontrarvi e raccontarvi di persona che cosa è la Pas.

Parlo di Antonella Penati, la mamma di Federico Barakat, che a soli otto anni e mezzo, a cusa della Pas è morto, brutalmente assassinato da Mohammed Barakat, suo padre, quel padre che Antonella Penati è stata accusata di voler “

alienare”.

Era un uomo violento, Mohammad Barakat, e questo Antonella lo sapeva bene. Ha cercato protezione per se stessa e per il suo bambino, come ogni cittadino di questo sciagurato paese ha il diritto di fare, e si è rivolta alle istituzioni perché provedessero a tutelare la sua famiglia dalla furia crescente di un uomo che non solo non era in grado di essere un padre e un compagno, ma era un pericolo per le persone che aveva intorno.

Ha tentato, Antonella, di farsi ascoltare:

Mi definirono esagerata, ero colei che voleva ledere la figura genitoriale paterna. Persone che ricoprono responsabilità di servizi così tanto delicati non vedevano che l’unica verità era quella di un genitore pericoloso, malato instabile ed imprevedibile. Ho sempre ritenuto giusto che un bambino dovesse avere sia il padre che la madre, ma suo padre non era una persona in grado di essere una figura tutelante. L’orrore l’ha dimostrato.

L’orrore di un bambino raggiunto prima da un colpo di pistola, e poi dal coltello, impugnato da uno di quei padri “

alienati“, che ha infierito su di lui ancora e ancora, senza che ci fosse nessuno a difenderlo: 57 minuti ci ha impiegato a morire, Federico.

Questa, care Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno è la Pas. Questo è l’incubo con il quale Antonella Penati è costretta a convivere dal quel 25 febbraio 2009, quando ha perso il suo bambino per sempre, l’incubo che vi affannate a pubblicizzare mascherandolo da buona intenzione.

L’invito che vi rivolgo pubblicamente oggi, è di incontrare Antonella Penati, e poi eventualmente decidere se intentede proseguire col vostro progetto di presentare una proposta di legge che si propone di spedire in prigione i “

genitori alienanti“. Mi sembra importante conoscerne almeno uno, di questi cosiddetti “genitori alienanti“, per sentire dalla sua voce che si significa trovarsi impotenti di fronte ad un sistema che prima ti accusa di essere una cattiva madre e poi ridacchia in TV quando è messo di fronte alla responsabilità di aver lasciato che un bambino venisse barbaramente ucciso.

Tutti assolti, a proposito, i responsabili. Le persone che avrebbero dovuto proteggere Federico all’interno dei locali del centro socio sanitario di via Sergnano a San Donato Milanese, le persone che si erano arrogate il diritto di sapere cosa era meglio per Federico, e l’hanno consegnato nelle mani del suo aguzzino, sono state dichiarate innocenti. E si permettono di fare dell’ironia: non avevano la sfera di cristallo, loro.

Non c’era nessun bisogno di divinare: sarebbe bastato ascoltare la mamma di Federico, o Federico stesso.

“Mamma le signorine dei servizi se ne fregano di me … non voglio andare all’incontro con quello lì ( cosi chiamava suo padre) oggi sono stanco e stufo”.

Ma era un bambino “

alienato“, Federico Barakat, secondo i servizi sociali. E i bambini “alienati” non vanno ascoltati, bensì costretti ad andare dove non vogliono andare.

A questa mia allego una lettera scritta dalla Dottoressa Maria Serenella Pignotti a proposito della vostra proposta di legge. Mi auguro che la lettura vi spinga a contattare l’associazione Federico Nel Cuore, per parlare con le persone che hanno deciso di dedicare a Federico il loro impegno a tutela di quelle donne e quei bambini che si trovano a fronteggiare la violenza, perché quello che è accaduto ad Antonella e Federico non debba verificarsi mai più.

Milano 14 maggio 2015

Credevamo che Doppia Difesa lavorasse a difesa delle donne

Credevamo che Doppia Difesa lavorasse per le donne, contro quel devastante fenomeno sociale che è la violenza maschile, la violenza domestica che rovina donne e bambini e procura danni immensi alla società!

Difficile quindi comprendere queste dichiarazioni dell’Avvocata Bongiorno e di Michelle Hunziker:

Oggi ad “È giornalismo” Giulia Bongiorno ed io con DOPPIA DIFESA, abbiamo presentato una proposta di legge che tutela i bambini dalla PAS sindrome da alienazione parentale. Troppo spesso durante le separazioni i genitori fanno l’errore terribile di usare il bambino come mezzo di ricatto parlando male dell’altro al bambino o peggio ancora non facendoglielo proprio più vedere. Il bambino oltre a soffrire tantissimo arriva talvolta a non voler più vedere il genitore “alienato”.

Gentilissime, ci aspettiamo che chi fa una proposta di legge, in questo nostro martoriato e infangato Paese, abbia studiato ed affrontato il problema, abbia passato notti insonni a capire, si sia sforzato di studiare, cercare letteratura, comprendere, leggere, abbia un quadro globale del problema, primo per non prendere in giro i cittadini, secondo perché il tempo dei nostri parlamentari è prezioso anche perché lo paghiamo noi.

E quindi ora ci domandiamo se è normale che un avvocato di tale levatura nazionale ed una donna così impegnate, per l’appunto, contro la violenza alle donne sostengano una proposta di legge che poggia le basi su teorie che negano la violenza maschile, per promulgare una idiozia considerata dal mondo scientifico, accademico e giurisprudenziale un vero e proprio strumento di violenza di genere e quindi anche di violenza contro i bambini.

E’ possibile che la gente apra bocca e lasci andare, è anche possibile pensare ad una profonda ignoranza culturale, ma preferisco pensare ad un vero e proprio tranello per far cadere due paladine della difesa delle donne dalla violenza maschile in una trappola mortale!

Credevo fosse ormai patrimonio comune la conoscenza che la Sindrome di Alienazione parentale sia solo spazzatura scientifica ideata ed usata da un paladino della pedofilia, tale Richard Gardner che ha fatto soldi, e molti, difendendo padri e mariti abusanti, punendo le donne che osavano denunciare le violenze e gli abusi, mettendo in atto quella che lui stesso nominò “terapia della minaccia” per chiudere loro la bocca con l’avviso “

o ti cheti e mostri affetto e riverenza al padre dei tuoi figli o te li leviamo e non li vedi più!” mentre, alla domanda cosa una madre dovesse fare se un figlio le confessava gli abusi sessuali del padre egli rispondeva che semplicemente lo doveva picchiare ed intimargli di non dire più certe cose. Gardner che sosteneva che le accuse di abuso e maltrattamento sono false dando il via al pregiudizio delle false denunce.

Gardner è stato anche socialmente molto attivo: ha lottato per far uscire i pedofili dalle carceri, per garantire un indennizzo a chi era stato per questo incarcerato, per abolire l’obbligo di segnalazione di abuso sessuale alla Procura. Gardner è responsabile di omicidi e suicidi, di incarcerazioni di bambini e di reclusioni in comunità, di interruzioni di contatti con madri protettive, di consegne di bambini a padri abusanti in combutta con un suo amico, tale Ralph Underwager che sosteneva che

l’amore tra un adulto ed un bambino è protetto da Dio“. Ralph Underwager è tra i soci fondatori della False Memory Foundation fondata dai coniugi Freys, la cui figlia, oramai adulta, denunciò il padre per abuso sessuale e questi pensarono bene di escogitare la teoria delle cosiddette “false memorie“. Gardner ed Underwager, entrambi difensori dei padri pedofili e maltrattanti, negli USA, sono stati i principali esponenti di quello che è definito uno dei “capitoli più imbarazzanti dell’intero sistema giuridico americano”. Gardner, ideatore proprio della PAS che Doppia difesa intende supportare, sostiene che “le donne hanno piacere dall’essere picchiate, legate e fatte soffrire” perché questo è  “il prezzo che sono disposte a pagare per ottenere la gratificazione di ricevere lo sperma?“. Così come sostiene che “il bambino che ha subito abusi può benissimo aver goduto dall’esperienza…” o che “l’incesto non è nocivo, (citando Shakespeare) ma è solo il pensier che lo fa tale“.

Questa mentalità è alla base, permea e sostiene l’ideologia della PAS, che è stata ampiamente sotterrata insieme al suo ideatore, morto suicida come il suo amico Underwager solo 3 mesi dopo, con la sua esclusione nel marzo dell’anno scorso dal DSM V, il manuale internazionale delle malattie mentali dell’uomo per il semplice fatto che essa è una INVENZIONE!!!

La PAS non esiste, gentilissime esponenti di Doppia difesa, è solo un bavaglio, uno scudo probatorio inventato per chiudere la bocca alle donne ed ai bambini che denunciano un padre maltrattante, un padre padrone. Non un padre! E’ spazzatura!

dici che non vuoi vedere il padre, bene lo vedrai per forza! e se ti opponi non vedrai più la mamma e sarai rinchiuso in istituto”.  E se il padre “è cattivo, non mi importa! tu lo vedrai lo stesso”. “il Giudice ordinerà che tu non veda più la mamma”, “noi lo diciamo al giudice, lui manderà i carabinieri a prenderti e ti porteranno da papà!”.

Sara’ il bambino a morire signora, le continui così e sarà proprio lui a morire”. Ecco qua la terapia della minaccia!

La PAS è la negazione del diritto all’ascolto dell’infanzia. E’ una vergogna, senza alcuna base reale né scientifica, che concepisce il bambino come oggetto e non come soggetto, che lo ha trasformato nel cosiddetto

Idiota morale”. Un idiota che può essere manipolato dal genitore di turno perché incapace di azione morale, perché privo di cognizione, di affetti, di relazioni stabili e durature. Incapace di amore, di capacità affettiva. Ed anche pacchetto che può essere spostato su provvedimento del Giudice da un giorno all’altro, incapace di soffrirne traumi perché il dolore il bambino lo scorda” ed è capace di resistere e di metabolizzare. La sua paura non esiste, il suo dolore non esiste, la sua sofferenza è inventata.

Ma voglio dire altro, gentilissime, anche al di là della apologia della PAS che vi siete sentite di mettere in campo mi auguro per un tranello e per scarsa cultura.

Frasi del tipo 

Troppo spesso i bambini vengono usati come arma di un coniuge contro l’altro o come materia di scambio senza tenere conto della loro tutela“, sono del tutto fuori di luogo e prive di sostegno scientifico. Sono frasi fatte, pregiudizi, degne delle chiacchiere al mercato. A volte i bambini vengono usati, molto poche, fortunatamente. E sempre da genitori senza scrupoli, pochi e rari! Nel resto dei casi sono proprio i genitori che, pur nella difficoltà, nella sofferenza e nel trauma, alla lunga proteggono i bambini. A volte sono i padri, a volte sono le madri più protettivi, a volte tutti e due, all’interno delle separazioni cosiddette normali, che sono la stragrande maggioranza.

Ci vuole poco a capire che forse la PAS viene usata al di fuori delle separazioni cosiddette “

normali”, proprio in quelle marchiate dalla violenza domestica, o dalla malattia mentale.

Ed ancora….”Ciascuno è di se stesso, i bambini non sono dei genitori, ma della collettività.“. Si!!!!! ciascuno è di sè stesso! E quindi anche i bambini che sono persone umane e non sono affatto “

della collettività“.

Solo il fatto che anche voi li chiamate “

minori” è significativo del pregiudizio contro i bambini. I bambini sono bambini, persone piccole, non piccole persone!

E per finire “

i genitori fanno l’errore terribile di usare il bambino come mezzo di ricatto parlando male del altro al bambino o peggio ancora non facendoglielo proprio più vedere”.

Questo è nuovamente un pregiudizio contro le donne visto che nella quasi totalità dei casi la PAS è usata contro le donne.

Questo è di nuovo un concetto MAI provato! A parte il fatto che è tutto da dimostrare che una donna nella vita abbia altro da fare che non stare lì a parlare male di un uomo da cui si è separata, che “

il parlare male dell’altro” porti alla cosiddetta “alienazione” del padre  è concetto tutto da dimostrare.

Carissime, non si può rendere semplice ciò che non lo è e ciò che, con certezza, mostra basi molto più sfaccettate che non un banale e medioevale “

la madre è malvagia, fa male al bambino per fare male al babbo“. I miti greci risalgono a qualche migliaio di anni fa, nel frattempo è nata la Scienza.

La cosiddetta “

alienazione” di un genitore, con un brutto termine di derivazione anglosassone, ha basi molto più complesse di quello che si vuol far credere e, spesso, “il principale architetto della propria alienazione” è proprio il genitore alienato e spesso, carissime, proprio perché in realtà è un abusante, un maltrattante, un uomo violento che ha fatto molto male ai bambini o alla mamma.

Ed allora, gentilissime, invece di inventarvi un reato proprio ora che la scienza ha rigettato le idiozie di un attivista della pedofilia, vedete di insistere sulla difesa delle donne dalla violenza domestica, dagli abusi e dai maltrattamenti, che portano dietro, a cascata, gli abusi ed i maltrattamenti delle creature che, alla faccia di chi li ritiene “

idioti morali” di idiota non hanno proprio niente se non chi li valuta e pretende di comprenderne “il supremo migliore interesse“.

Dott.ssa Maria Serenella Pignotti

A tutti i lettori: so che è stato lanciato dalla giornalista Luisa Betti un mail-bombing per sensibilizzare rispetto alla questione chi ha la responsabilità di comunicare al pubblico.

Qui potete leggere il suo articolo: http://bettirossa.com/2015/05/13/hunzinker-e-bongiorno-chiedono-il-carcere-per-chi-si-macchia-di-un-reato-inesistente/

Questi sono gli indirizzi ai quali inoltrare la vostra prostesta:

raitre.chetempochefa@rai.it

chefuoritempochefa@rai.it

info@doppiadifesa.it

segreteria@doppiadifesa.it

Di Il ricciocorno schiattoso

(Fonte: ilricciocornoschiattoso.wordpress.com)

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