12 settembre 1993: Elisa Claps uccisa e abbandonata nel sottotetto di una chiesa. Verrà ritrovata dopo 17 anni

Elisa

Elisa Claps, 16 anni, scomparve il 12 settembre 1993, per poi essere ritrovata dopo 17 anni cadavere nel sottotetto della Chiesa più prestigiosa di Potenza, la SS.Trinità.

La mattina del 12 settembre 1993 Elisa esce di casa per andare a messa   insieme ad un’amica, promettendo al fratello maggiore, Gildo di rientrare entro le 13 per raggiungere insieme la famiglia nella casa di campagna a Tito, e pranzare tutti insieme; invece di lei si perderà ogni traccia.

Secondo le testimonianze, Elisa aveva in realtà concordato con l’amica in questione di recarsi presso la Chiesa della della SS. Trinità sita nel centro storico, per incontrare un amico che doveva consegnarle un regalo per festeggiare la promozione agli esami di riparazione(era stata rimandata in Greco e il venerdì precedente alla scomparsa aveva sostenuto gli esami). Fu scoperto in seguito che la persona incontrata da Elisa è Danilo Restivo, che risulterà anche essere l’ultimo ad aver visto la ragazza: il giovane viene sospettato dagli inquirenti di avere un ruolo importante nella scomparsa della ragazza per l’incapacità di ricostruire i suoi spostamenti dopo l’incontro. Infatti alcune ore dopo la sparizione di Elisa, Restivo si presenta, con gli abiti insanguinati al Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino per farsi medicare un taglio alla mano, raccontando ai medici d’essersi fatto male in seguito ad una caduta nel cantiere delle scale mobili vicino alla Chiesa della Santissima Trinità. La ferita sembra essere provocata da una lama. I vestiti che il giovane indossava quella domenica appaiono vistosamente insanguinati, ma non vengono sequestrati immediatamente, e lo stesso si rende irreperibile per i 2 giorni successivi con la scusa di dover sostenere un esame universitario a Napoli. Restivo afferma di aver parlato con Elisa per qualche minuto chiedendole consiglio su come comportarsi con una comune amica della quale si era innamorato e che Elisa gli avrebbe confidato d’avere paura a causa di un individuo che l’aveva importunata mentre stava entrando in chiesa; dopodiché, secondo il racconto di Restivo, la ragazza si sarebbe allontanata mentre lui era rimasto a pregare. Restiv oè noto per l’abitudine di importunare le ragazze delle quali si invaghisce e alle quali spesso fa telefonate mute seguite dalla colonna sonora del film Profondo Rosso o dalla nota melodia Per Elisa, un’altra abitudine decisamente insolita  è quella di tagliare di nascosto ciocche di capelli a giovani donne con un paio di forbici che porta sempre con sé. Alcune amiche di Elisa dichiararono che Restivo aveva tentato di corteggiarla senza successo e che era altresì abitudine del giovane cercare di ottenere appuntamenti dalle ragazze da cui era attratto con la scusa di offrire piccoli doni, diventando poi aggressivo e violento quando le ragazze che gli interessavano rifiutavano i suoi approcci.

Quando apprende che la giovane aveva avuto un appuntamento con Restivo, la madre di Elisa focalizza la sua attenzione contro il ragazzo, dichiarando che, con ogni probabilità, Danilo ha ucciso Elisa e ne ha occultato il corpo. La donna perciò chiede ripetutamente agli inquirenti d’indagare a fondo su Restivo ma senza esito; fino a quando, diciassette anni dopo, i resti di Elisa vengono ritrovati nel sottotetto della chiesa dove Elisa si era incontrata con Restivo e dentro la quale i familiari di Elisa avevano chiesto fin dall’inizio d’effettuare un’accurata perquisizione.

Il 17 marzo 2010, i resti di Elisa Claps vengono ritrovati occultati in fondo al sottotetto della Chiesa, sembrerebbe scoperti per caso da alcuni operai durante lavori di ristrutturazione per infiltrazioni d’acqua; oltre ai resti umani, vengono trovati anche un orologio, gli occhiali, gli orecchini, i sandali e quel che resta dei vestiti della giovane. Il reggiseno è tagliato ed i jeans sono aperti, suggerendo che la ragazza abbia subito un’aggressione a sfondo sessuale prima di essere uccisa. Il ritrovamento verrà giudicato dai familiari una messinscena, ritenendo loro che fosse avvenuto in precedenza e che fosse stato tenuto nascosto dal parroco della chiesa, don Mimì Sabia: la madre di Elisa ha dichiarato di sospettare del religioso, poi deceduto, perché non le avrebbe mai permesso di «vedere l’interno della chiesa, e il fratello della scomparsa ha chiesto al vescovo di Potenza di «dire finalmente la verità su quanto accaduto. Particolare scalpore è derivato anche dal fatto che, appurata la circostanza del ritrovamento del cadavere da parte del viceparroco alcuni mesi prima della sua segnalazione, questi abbia affermato di aver taciuto il fatto poiché «quel giorno il nostro Arcivescovo era impegnato in un convegno, riprovai al telefono senza dire di cosa si trattasse ma non riuscii a mettermi in contatto. Decisi così che gli avrei parlato l’indomani. Ma la cosa poi mi scivolò di mente. Maggiori dettagli su come si sia giunti alla scoperta trapeleranno solo in seguito, quando – a gennaio 2013 – si chiuderanno le indagini della magistratura sulle due donne delle pulizie che avevano avvertito il parroco della scoperta fatta nel sottotetto, e che hanno rilasciato dichiarazioni discordanti.

il 19 maggio 2010 Danilo Restivo, viene fermato dalla polizia del Dorset(dove viveva dal 2000), con l’accusa di omicidio volontario con riferimento al brutale assassinio del 2002 ai danni dell’allora sua vicina di casa Heather Barnett. Da tempo era tenuto sotto controllo e pedinato dalla polizia locale, che lo aveva anche ripreso mentre in una zona boschiva – armato di uno stiletto – pedinava con atteggiamento sospetto donne inglesi. Il 28 maggio i risultati dell’autopsia sui resti del corpo sono ancora secretati. Gli inquirenti hanno comunque comunicato che Elisa Claps è stata uccisa con 13 coltellate, di cui 12 inferte nella zona toracica e uno alla gola.

Il 6 luglio Vincenzo Pascali  riferisce ai consulenti delle parti che dalle tracce di sperma trovate sul materasso posto vicino al cadavere sono stati estratti due codici genetici – diversi tra loro – e su uno strofinaccio sequestrato nei locali del centro culturale Newman (che ha sede nella canonica, sotto al sottotetto) si è riusciti ad estrarre un terzo codice genetico sovrapponibile ad uno di quelli estratto dal materasso. Pertanto, sarebbe così possibile risalire a 2 individui di sesso maschile che hanno utilizzato tale materasso come alcova. Il 25 ottobre vengono rese note alcune risultanze aggiuntive: i clasti (sassolini) provenienti dal sottotetto e presenti nel solco del tacco di Elisa  dimostrano che arrivò viva, camminando, nel sottotetto e che poi fu uccisa; Elisa sarebbe stata colpita con una forbice di medie dimensioni e da una lama tagliente; l’aggressore si accanì tagliando, probabilmente rivoltandone anche il corpo, per un tempo relativamente lungo dopo l’aggressione, con Elisa moribonda o già morta; il bottone rosso trovato vicino al suo cadavere potrebbe essere appartenuto con molta probabilità a un abito cardinalizio; i fori presenti nel tavolato posto sotto le tegole, in corrispondenza del luogo di ritrovamento del cadavere, risultano praticati con un cacciavite spaccato, di piccole dimensioni, e fanno pensare a operazioni condotte senza metodo per creare frettolosamente una feritoia nel sottotetto allo scopo di far disperdere i miasmi. Si attende a giorni il deposito della perizia dattiloscopica effettuata sui 12 reperti prelevati nel sottotetto della chiesa Santissima Trinità, per comparare le impronte digitali trovate sugli oggetti repertati con quelle di Danilo Restivo

Il 9 marzo 2011 Chi l’ha visto? rivela che sono state rilevate tracce del Dna di Danilo Restivo sulla maglia che Elisa indossava quando fu uccisa; nel corso della puntata l’avvocata della famiglia Claps precisa che sulla maglia è stato ritrovato sia sangue che saliva di Restivo. Il 2 luglio 2011 viene officiato il funerale di Elisa da don Marcello Cozzi (coordinatore della rete Libera) e da don Luigi Ciotti. Per la giornata viene proclamato il lutto cittadino. Su espresso desiderio dei famigliari, le esequie si tengono all’aperto.

Nel frattempo Danilo Restivo viene condannato all’ergastolo dalla Crown Court (tribunale) di Winchester per l’omicidio di Heather Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 a Charminster, un villaggio del Dorset nei pressi di Bournemoth. Nel pronunciare la sentenza – in cui si afferma che senza ombra di dubbio Restivo ha ucciso anche Elisa Claps – il giudice Michael Bowes ha inoltre detto a Restivo: “Lei non uscirà mai di prigione. Lei è recidivo. È un assassino freddo, depravato e calcolatore che ha ucciso Heather come ha fatto con Elisa. Ha sistemato il corpo di Heather come fece con quello di Elisa. Le ha tagliato i capelli, proprio come Elisa. Merita di stare in prigione per tutta la vita“.

L’8 novembre 2011 presso il Tribunale di Salerno, ha inizio il processo di primo grado a Danilo Restivo con rito abbreviato. Nel corso della prima udienza i PM, facendo notare che i reati più gravi a carico di Restivo – che avrebbero potuto far scattare l’ergastolo – sono tutti prescritti, avanzano la richiesta di 30 anni di reclusione, ossia il massimo possibile, unitamente all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e tre anni di libertà vigilata al termine dell’espiazione della pena. E infatti Restivo è stato condannato effettivamente a 30 anni.

Il processo di appello, iniziato a Salerno il 20 marzo 2013 e celebrato in presenza di Restivo (dall’11 marzo 2013 estradato temporaneamente in Italia, si conclude il 24 aprile 2013 con la conferma della condanna a 30 anni per Restivo, il quale sconterà la pena all’ergastolo in Inghilterra.

Anche la cassazione conferma la condanna a 30 anni eliminando però l’aggravante della crudeltà con le seguenti motivazioni: Straordinaria gravità del reato nelle sue componenti soggettive” (elevata intensità del dolo) ed oggettive (violenta aggressione con plurime coltellate inferte); “piena capacità di intendere e volere dell’imputato, evincibile anche dalla lucida strategia difensiva posta in essere e dall’autocontrollo mostrato in giudizio”: così la Corte di Cassazione si esprime sull’omicidio della studentessa Elisa Claps, scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993 e trovata uccisa 17 anni dopo nel sottotetto di una chiesa del capoluogo.

I giudizi si sono espressi nelle motivazione della sentenza definitiva, depositata oggi, di condanna di Danilo Restivo a 30 anni di reclusione quale responsabile dell’omicidio.

I supremi giudici hanno respinto tutte le censure della difesa alla sentenza di secondo grado, con una sola eccezione: è stata, infatti, esclusa l’aggravante della crudeltà.

Il riconoscimento di tale aggravante in primo e secondo grado era stato fondato sul fatto che il medico legale incaricato dell’esame necroscopico sui resti del cadavere della ragazza, oltre ai segni di 13 coltellate inferte dall’assassino, aveva ipotizzato “

ulteriori colpi alle parti non molli non riscontrabili al momento dell’autopsia”. La Cassazione, proprio in ragione dei limiti che hanno oggettivamente caratterizzato l’autopsia (fatta 17 anni dopo il delitto), limitata alle sole parti scheletriche, ha invece sostenuto che “non era possibile dimostrare che fossero stati inferti ‘ulteriori colpi alle parti molli’”, sicché tale ipotesi non può superare “il livello della mera congettura”.

L’esclusione di tale aggravante, peraltro, non ha determinato una riduzione della pena per Restivo.

Attualmente c’è un indagine bis in corso: da un lato c’è il processo per falso in perizia a carico del genetista Pascali che non rilevò il dna di Restivo dalla maglia di Elisa e dall’altro si sta svolgendo il processo a carico delle 2 donne delle pulizie accusate di aver scoperto il corpo 2 mesi prima del ritrovamento dei resti di Elisa, processo che sta accertando anche tutte le eventuali coperture che riguardano il ritrovamento.

(Fonti: wikipedia, http://www.trmtv.it)

 

Aggiornamento 5 marzo 2016: la quinta sezione della corte di cassazione di Roma ha respinto il ricorso straordinario contro la condanna a 30 anni di reclusione contro Restivo fatta dai suoi legali. il provvedimento è stato dichiarato inammissibile.

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